20/04/11

Obama delude ? (Forse si, almeno in parte)

Il presidente più cool della storia degli Usa si è perso?
Vorrei analizzare un poco la situazione per capire come mai questo personaggio dalle grandi aspirazioni, promesse e così amato dalla gente sembra in standby.
Partiamo con la Politica del verde. Obama era ed è un assertore dell'ecologia, a tale proposito la sua ricandidatura ormai ufficiale, avrà come base l'ecologia, ancora aggiungo. Analizzando però la proposta/programma quella del Presidente Usa sono idee in politica energetica, praticamente uguali a quelle di ogni presidente degli ultimi decenni: ridurre le importazioni di petrolio per puntare su gas naturale, nucleare, fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Ma quante delle precedenti promesse sono state mantenute, I risultati dei vari incontri internazionali in materia di ambiente e riduzione di emissioni bnon hanno certamente soddisfatto gli elettori USA, anzi, inoltre in questa ottica ecologista non sembra essere un buon risultato la chiusura del Chicago Climate Exchange.
Politica estera, il Prsidente Usa anche qui si trova un po' nei guai, non ultima la diatriba con il congresso in merito alla questione Libia Il Presidente più cool che ci sia è infatti impantanato in un’ imbarazzante polemica tutta interna, con un Congresso inviperito (eufemismo) per non essere stato minimamente avvertito dei propositi presidenziali in merito all’avventura in Libia. Lo scontro è talmente aspro che, al suo ritorno dal viaggio-vacanza in America Latina, Obama si è trovato sulla scrivania del proprio ufficio una lettera dello speaker della Camera dei Rappresentanti Boehner, il quale gli ha messo nero su bianco sette-domande-sette. Sostanzialmente il battagliero repubblicano Boehner, chiede: “vogliamo che il Presidente spieghi perché abbiamo attaccato la Libia.
Obama sembra essere relativamente solo e in qualche modo anche debole.
Non é uscito dall´Irak, non ha chiuso Guantanamo, non ha completato la riforma sanitaria. Aveva la forza per farlo?
Anche internamente nella politica di assistenza Obama ha delle belle gatte da pelare.
La Casa Bianca ed i Repubblicani hanno raggiunto (o forse imposto) un accordo per prorogare di un biennio i tagli d’imposta decisi da George W.Bush e che sarebbero scaduti a fine dicembre. Come noto, Obama intendeva rendere definitivi i tagli d’imposta solo per i contribuenti con imponibile inferiore a 250.000 dollari annui, mentre i Repubblicani avevano preso in ostaggio il rinnovo fino a 99 settimane dei sussidi di disoccupazione di emergenza. Attenzione però alla scadenza questa situazione può innescare un meccanismo. Anche il taglio dei contributi sociali sulla busta paga appare funzionale alla strategia Repubblicana di “affamare la bestia”: una volta tagliata l’aliquota, infatti, si creano pressioni per evitare il ritorno allo status quo ante, che determinerebbe “un aumento del costo del lavoro”. Ma in questo caso, poiché la payroll tax finanzia la Social Security, il buco di gettito così creato finirà col portare argomenti a favore della tesi repubblicana di rivedere il pilastro previdenziale pubblico, attraverso aumento dell’età pensionabile e/o riduzione delle prestazioni.
Obama delude ? (Forse si, almeno in parte). Ma da nessuno, mai nella storia e in nessun luogo, le promesse elettorali sono state mantenute integralmente. Il Presidente USA ´e considerato l´uomo piú potente del mondo, ma forse non lo è poiché condizionato da maggioranze nel Congresso
non sempre favorevoli, dal potere di potenti organizzazioni economiche, dalle pressioni di gruppi religiosi, dai sindacati, dalla stampa portavoce interessi diversi, ecc.
Obama è almeno un uomo di principi, costretto nei limiti che la sua posizione e le condizione della situazione gli impongono.
Lecito sollecitarlo e chiedergli di più ed inoltre, ci sono reali alternative migliori?

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