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19/06/14

TASSE, IMPOSTE…



TASSE, IMPOSTE… SENZA LOGICA

Potrebbe essere un gioco di parole in quanto ci vengono imposte tasse assurde ma nonostante questo paghiamo sempre più Imposte. Sì perché il regime fiscale prevede che un cittadino paghi tasse ed Imposte, ma qualcuno sa quante tasse e quante imposte paghiamo? Paghiamo più tasse o più imposte, fino a che punto queste sono lecite? Che differenza c’è tra le due? Tante domande e forse ne ho dimenticate molte, certamente non credo di poter dare un risposta a tutto, ma qualche spunto di riflessione sì.
La tassa, nell'ordinamento tributario italiano, è una tipologia di tributo ovvero una somma di denaro dovuta dai privati cittadini allo Stato che si differenzia dall'imposta in quanto applicata secondo il principio della controprestazione cioè legata a un pagamento, dovuto da un soggetto come corrispettivo per la prestazione a suo favore di un servizio pubblico offerto da un ente pubblico (ad es. tasse portuali e aeroportualiconcessioniautorizzazionilicenze).
La tassa è relativa a un servizio di cui ciascun contribuente può decidere se avvalersi o meno, e in generale, non è dipendente né dal reddito né dal costo del servizio richiesto; tramite le imposte si realizza la copertura finanziaria delle leggi e la spesa pubblica. Il finanziamento di opere o atti previsti per legge attraverso una tassazione è contraria al principio di eguaglianza e all'obbligo generale di contribuzione alla spesa pubblica (artt. 53 della Costituzione).
L'imposta è un tipo di tributo, ovvero una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, costituita da un prelievo coattivo di ricchezza dal cittadino contribuente non connesso ad una specifica prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici per servizi resi al cittadino e destinata alla copertura della spesa pubblica. Sostanziale differenza perché una tassa si valuta (e paga) direttamente alla qualità ed alla quantità dei servizi offerti e fruibili, l'imposta invece è un “imposizione” fatta per sanare le incapacità amministrative, le azioni sconsiderate di gente incapace e certe volte (vedi tangenti) disonesta. Ma noi paghiamo più tasse o più imposte?
Altra cosa fondamentale la tassazione è “impugnabile” grazie all'art. 53 della costituzione.
Ma quanti di voi si sono chiesti se le tasse che è pagate sono davvero funzionali e proporzionate ai servizi ricevuti (per qualità e quantità)? Forse queste “tasse” si stanno trasformando più in imposte?

Le Imposte. Già il termine indica che si tratta di una imposizione che non si giustifica con servizi erogati, ma sostanzialmente serve a coprire buchi dello stato (che i filosofi dell'economia chiamano debito pubblico”). Ma un imposta ha senso se parallelamente ad essa non viene eseguita una riforma che porti alla risoluzione del problema che genera l'effetto per cui quell'imposta viene chiesta? Mi spiego se impongo ai cittadini di pagare un extra perché i costi energetici crescono e contestualmente non avvio dei programmi di sviluppo ed ammodernamento energetico non risolverò nulla se non svuotare le tasche alla gente (un po’ quello che succede oggi visto che la spesa pubblica continua ad aumentare così come le imposte)
Le imposte (che sono in moneta una moneta) possono essere dirette o indirette e questo lo sappiamo tutti, ma ancora si possono differenziare
Reale quando colpisce la ricchezza senza tener conto delle condizioni personali del suo possessore (imposte sui consumi, terreni, fabbricati, servizi dove già si pagano tasse).
Personale quando questa colpisce la ricchezza tenendo conto delle condizioni personali del suo possessore
Tra le due ovviamente la più ingiusta e forse utilizzata è l'imposta Reale che ovviamente non guarda in faccia nessuno e fa scorribande nelle tasche di tutti indistintamente dalle loro possibilità reali.
Imposte e tasse unite prendono il nome di tributo.
Le imposte poi possono essere determinate con il metodo contingente o di ripartizione in questi casi si fissa l'importo che serve e poi viene ripartito tra i vari soggetti, insomma poi sono cavoli nostri pagare.
L'imposta da quanto sopra, risulta quella somma che deve essere pagata dai contribuenti per effetto della loro subordinazione politica allo stato, un obbligo “scontato” così come lo era il servizio militare. La capacità contributiva dei cittadini, il cui indizio più sicuro è il reddito, è ciò che offre una concreta misura per la distribuzione delle imposte.

Insomma queste imposte... “Imposte” dallo stato invece che distruggere il tessuto economico e sociale (come sta accadendo in virtù della loro pesantezza ed iniquità) dovrebbero essere determinate in modo che meno ostacolino la produzione e meno alterino la precedente distribuzione della ricchezza. A prescindere dalla correttezza e giustezza dell’imposta risulta fondamentale che queste siano parallelamente rafforzate da adeguati strumenti che vadano a chiudere il buco che le ha generate evitando un inutile perdita di ricchezza. Certo che nello stato attuale delle cose un ulteriore grave problema deriva dalla non autonomia monetaria del nostro Paese. Non abbiamo più una moneta Sovrana, siamo costretti a farci prestare soldi da dei privati pagando non solo interessi monetari (che ci costano altre imposte) ma a sostentare ad impegni politici ed economici vessatori.
Considerando la mancanza di programmi per lo sviluppo di opere di ammodernamento vero reale (atte all’abbattimento dei costi dei servizi, energetici, burocratici)
Abbiamo in Italia una pressione fiscale che è ben oltre quella ufficializzata dai vari enti. Per pressione fiscale intendo il rapporto fra entrate fiscali (correnti e in conto capitale) e prodotto interno lordo (PIL). Questo valore definisce la quantità di risorse prodotte dal sistema e assorbite dal settore pubblico attraverso tributi (tasse+imposte+contributi). Da questo rapporto si capisce che aumentare il PIL potremmo ottenere una diminuzione della pressione fiscale. Ma come aumentare il PIL in modo continuo e crescente senza vere e fondamentali riforme, strutturali ed innovative? Non è possibile e soprattutto questa classe politica ha dimostrato negli anni di non saperlo fare.

Alla fine noi paghiamo dei tributi, sì come facevano già i romani, ma per quale motivo?? Se da queste non otteniamo un miglioramento della situazione è giusto pagare tanto? Quando la gente si desterà da questo torpore mentale, di coscienza che pervade la nostra società e la costringe ad uno sterile immobilismo che la impoverisce a 360°. Subiamo un imposizione illogica che non è supportata da specifici strumenti e per questo motivo i tributi continuano ad aumentare, oltretutto in un caos assoluto in quanto ogni anno molti di questi vengono modificati creando disagio e confusione, in poche parole oltre il danno, la beffa.

27/06/13

L'attuale sistema economico è fallito!

fallimento dell’attuale modello del sistema economico


L'attuale situazione economico/politica Italiana non è certo tra le migliori al Mondo, anzi, con le ultime manovre atte a “strozzare” definitivamente l'economia del Paese, le prospettive sono ancora Peggiori. Uno stato ed un governo che fanno dello sciacallaggio sulle ultime risorse del Paese, incapaci, come dimostrato, di proporre rimedi e dare una svolta positiva alla crescita ed allo sviluppo non sono degni di rappresentare la società. Il problema principale che sta venendo alla luce a livello mondiale è che l'attuale modello economico finanziario è un fallimento, non solo da noi, ma nel Mondo. Basta vedere ciò che accade nelle principali piazze di moltissimi Paesi Europei e non. Se ne stanno accorgendo tutti i popoli. Guardate agli ultimi accadimenti relativi a manifestazioni di piazza partendo dalla Grecia, passando per la Spagna, il Brasile nonostante sia considerata un'economia in crescita, gli stessi Usa e per ultimo (proprio negli ultimi giorni) anche il Cile. Tutti Paesi in cui problemi economici hanno causato degrado e malessere da cui ne è derivata una situazione di tensione allarmante al limite della sopportabilità I governi, burattini nelle mani dell'economia globale (che ha come obbiettivo l'accentramento delle ricchezze nelle mani di poche strutture), risultano passivi e subiscono imposizioni le cui conseguenze si ripercuotono sulla società a cui invece dovrebbe volgere ogni attenzione, risorsa al fine di garantire lo sviluppo di una società che goda di pieni diritti e libertà .
Per quale motivo nessun governo attua veri e propri cambiamenti. A chi giova tutto questo? Forse perché tutti hanno dei vincoli, degli obblighi e dei legami da rispettare con Banche, Fondi internazionali? Forse anche perché chi ci governa e guida i principali gruppi finanziari ha una formazione e derivazione ben previsa (come bilderberg ) con” idee e concetti” ben precisi e chiari. Il dubbio è ben presente, basti pensare al nostro Paese ed a quante azioni sono state forzate su pressioni esterne o su conseguenze di attività finanziarie? Ogni singola azione è poi risultata pesare e gravare, sotto vari aspetti, sulla società, e sulla gente che ne ha pagato e ne paga dazio attraverso limitazioni e costrizioni nei propri diritti e libertà (proprietà provata, salute, ecc). Ma come è stato possibile arrivare a questo punto e perché? La cosa più assurda che ci si dovrebbe chiedere è perché nessuno pensa a modelli di economia diversi dall'attuale, alla rivalutazione e rivisitazione di concetti e modelli commerciali, bancari e finanziari.? Probabilmente allo stato delle cose con l'attuale sistema è molto semplice controllare popoli e stati, pensateci bene, prendete ad esempio il nostro Paese, quante volte la politica di governo è stata influenzata da Germania, (BUND) Unione Europea (con sanzioni ed imposizioni) banche, società di rating. Tutto questo cosa centra con il Popolo italiano, con al sua ricchezza, con a sua storia. Perché è stato permesso ed accettato questo? La misura ormai è colma e presto il focolaio di protesta monterà ovunque, nonostante i poteri forti tentino di soffocarla, la svolta che viene dalla base sta prendendo forza e coscienza, e come la storia insegna quando il popolo si ribella non è mai indolore. L'unica speranza è che i “potenti” si accorgano del fallimento dell'attuale modello economico e del rischio che si sta correndo. Forse in tal senso qualcosa si muove infatti nell’ultima riunione del G20, gli esperti del G20 hanno dichiarato il fallimento dell’attuale modello del sistema economico. Le mobilitazioni della popolazione civile dimostrano, in concreto, l’inefficacia del libero mercato nei diversi paesi sviluppati.

10/06/13

Società di schiavi e disinteressati.

Società di schiavi e disinteressati.

In questo periodo di crisi la gente, le persone vanno ricercando cause e motivazioni, ma ancor peggio fanno i politici che propongono soluzioni incapaci di portare benefici miglioramenti poiché non agiscono sulla vera causa della crisi. L'euro e questa Europa. Sin dalla sua entrata in vigore l'euro a determinato una perdita di potere d'acquisto da parte delle famiglie, perché la lira è stata svenduta, perché nessuno a controllato e calmierato l'aumento che furbescamente molte aziende anno attuato in fase di trasformazione, perché l'euro è una moneta senza un valore reale, perché l'euro non appartiene agli stati ma ad aziende private. Nessuna busta paga è stata adeguata la gente non ha più la capacità di acquisto di prima e di conseguenza non può spendere. Quindi inutile spingere per aumentare la produzione se dall'altra parte non ci sono soldi per svuotare i magazzini.
La mia conclusione è questa, ovvero che tutto questo declino economico/sociale ha avuto inizio con L'Euro. Ci ha resi schiavi di un sistema che ha estromesso dalla centralità l'essere umano, la famiglia, il lavoro.. ci ha resi "schiavi". Viriamo in un momento di crisi, ma la crisi nasce proprio quando l'uomo è schiavo, ed oggi più che mai siamo una società di schiavi (schiavi dei mass media, delle banche della burocrazia, dei falsi miti..). La cosa assurda di tutto questo è che non vi sono sbarre, ne reti spinate, ne torri, ma tutto ci viene ovattato e reso indolore da una serie di meccanismi noti, ma la gente se ne disinteressa ricercando cause e motivi in altre direzioni, offuscati dalla nebbia della menziona,, dell'ignoranza e dalla paura di cambiare. Parafrasando Oriana Fallaci “Agli uomini non interessa né la verità, né la libertà, né la giustizia. Sono cose scomode e gli uomini si trovano comodi nella bugia e nella schiavitù e nell'ingiustizia. Ci si rotolano come maiali.”
sono sempre dell'idea che sia la gente ad avere in mano il proprio destino e che abbia i mezzi e la possibilità di riportare le giuste misure in questa società, ma la condizione è quella di ribellarsi a questo stato di schiavitù.

12/12/11

Evviva il default

Nell'ambito della finanza viene definita come situazione di default (in italiano insolvenza[1]) l'incapacità tecnica di un'emittente di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento del finanziamento. L'Italia è a rischio default quindi significa che rischia di non riuscire a pagare i propri debiti. Attenzione l'Italia non gli Italiani. L'Italia quella fratta dalle banche, dai gruppi finanziari, dagli interessi europei, ecc. Allora che venga questo default che questo sistema basato sul debito salti. Ben venga questo default piuttosto che ancora una volta siano le persone comuni, la gente che lavora le piccole e micro aziende a pagare i vizi e gli sperperi dei grandi gruppi finanziari. Questo sistema di potere ha generato e sfruttato una finanza distruttiva, è giuso che questo cada unitamente a questo falso bengodi. L'Italia non deve e non può essere capro espiatorio e parafulmine di un Europa che non esiste che ha regole economiche e commerciali diverse per ogni paese, che è unita solo in un unico intento, gestire la ricchezza altrui. Cadano questo sistema e questo governo di banchieri, estremo tentativo del potere finanziario di tutelarsi a danni di altri. Ben venga il default finanziario, un reset che permetterebbe alle nostre aziende di liberarsi da regole assurde di un sistema europeo che non esiste, che permetterebbe alle nostre aziende di lavorare come sempre hanno saputo fare, di far ripartire un economia stritolata da leggi e normative fatte a loro discapito. Il default è comunque iniziato, grazie anche alla nuova manovra (fatta dai luminari dell'economia Nazionale.. o forse dai rappresentanti degli interessi della finanza moderna?), il mercato in generale subirà un fortissimo rallentamento causato da un ulteriore impoverimento della gente ed un altissimo aumento dei costi e delle spese. Quindi perché tutelare una manovra che tenta solo di salvare le banche, per quale motivo deve accadere questo, perché dovrebbero pagare sempre ed ancora gli stessi? Saltino le banche Italiane ed europea, liberino questo sistema dal giogo della finanza dei debiti che limita la libertà di qualsiasi soggetto. Attenzione però insieme a questo default è necessario che noi tutti ci risvegliamo da un torpore politico e civile che torniamo a pensare con le nostre teste, ad essere più attivi e propositivi. fare un passo indietro non significa essere sconfitti, ma semplicemente rivedere una posizione, valutare un'alternativa e possibilmente percorrere una via migliore, più rapida e più sicura.

22/11/11

Obama ed il cerchio della globalizzazione




Direi che il cerchio sta per chiudersi da dove la crisi attuale aveva avuto inizio ora sta per tornare chiudendo un cerchio nel quale la deflagrazione economico/sociale ancora deve presentare il contro dei danni. Obama sta per fare i conti con una situazione politica, economica e sociale che probabilmente non avrebbe mai immaginato. Non che siano sue le colpe sia chiaro o almeno non solo sue (più correttamente sono da espandere all'establishment a cui appartiene ed alle sue opposizioni). Come precedentemente avevo riportato in un vecchio posto (<a href="lo trovate qui">) i nodi al pettine sono arrivati anche per mister Obama.
Direi che se noi siamo in crisi, Obama a breve rischia di esserlo ancora di più, ma per un assurdo gioco di domino questo metterà ancora di più in crisi noi. Sì perchè si parla di Globalizzazione, ma qui l'unica cosa globalizzata è la crisi, ed il fatto che i soldi sono veicolati da pochissimi grandi società/personaggi. A questa regola non pare essere sfuggita nemmeno l'Ameriga dell'innovatore Obama. Anzi la sua base elettorale (quelli del movimento 1%) gli sono contro e lo fanno con forza e senza mezzi termini (fortunatamente sempre in modo civile). Tempi bui e mare in burrasca anche per i soli USA.
Questa situazione porterà, si presume, alla rivisitazione dei fondamenti che hanno elaborato e prodotto l'attuale concetto di Globalizzazione, che lo è solamente in termini di debiti e di crisi economico/finanziarie mentre è una localizzazione delle ricchezze nelle amni di pochi.
La globalizzazione non deve appiattire e rendere omogeneo ma deve permettere a chiunque, mantenendo la propria identità, caratteristiche di raggiungere ogni singolo elemento nel mondo portando ed ottenendo un miglioramento (sia questo un discorso, economico, produttivo, sociale e quanto altro). Per fare questo servono però regole completamente opposte, regole proporzionalmente uguali e rispetto dell'individuo del suo lavoro, della sua cultura, tradizioni e necessità.
Ora non aspettatevi che vi scriva la ricetta non sono così presuntuoso e capace, mi voglio solo limitare a dire che sarebbe importantissimo che si arrivi a considerazioni simili da parte di chi ci dovrebbe guidare e forse questa crisi senza precedenti potrebbe servire a questo. Magra consolazione sicuramente, ma in una situazione così penosa cerchiamo almeno di trovare un filo di ottimismo e di via d'uscita.

11/11/11

Eba, steruttura Europea, vantaggi per pochi


EBA segnatevi questo nome. Questa struttura è la mano lunga del potere finanziario in Europa. In un recente intervento l’Eba (autorità bancaria europea) ha previsto per gli istituti europei di innalzare dal 7% al 9% il Core Tire 1, ossia l’indice che misura la solidità patrimoniale delle banche, cela un pericolo sui debiti pubblici dei paesi periferici. Le nuove regole contabili previste dall’autorità presieduta dall’italiano Andrea Enria stabiliscono di valutare con il mark-to-market i titoli del debito pubblico. In altri termini, si dovranno contabilizzare anche le minusvalenze potenziali dei titoli statali, ma in questo modo si assottiglia il patrimonio e così le banche sono costrette dall’Eba a ricapitalizzarsi. Un invito indiretto, dicono i banchieri italiani, a vendere le obbligazioni pubbliche che i nostri istituti di credito hanno in percentuale maggiore rispetto agli istituti francesi e tedeschi. Sono Francia e Germania a scrivere le regole per le banche, Quelle nuove regole, indicate dall’Eba, sembrano fatte apposta per penalizzare le banche italiane, le quali non hanno avuto la responsabilità nei dissesti finanziari. È vero che le banche italiane presentano un livello di patrimonializzazione inferiore a certi paesi, ma questo è giustificato da un bilancio molto meno rischioso. Le banche di Francia e Germania hanno potuto compensare le perdite sui titoli di stato periferici con le plusvalenze potenziali sui loro titoli nazionali, (potenziali non reali) mentre le banche italiane sono esposte in misura massiccia al rischio Italia e hanno pochi bond esteri; una situazione opposta rispetto in particolare alle banche tedesche. (le nuove regole poi aumentano questo differenziale in quanto spingono a vendere). l’Eba per penalizzare ulteriormente l'Italia ha decido (in modo quasi beffardo) di non applicare lo stesso criterio di contabilizzazione con il mark to market agli investimenti fatti in titoli privati, (titoli level 3), tra i quali tanti titoli tossici come i subprime Usa, o titoli greci (tutti titoli che gonfiano le banche Francesi e Tedesche). Come mai questa assurda differenza di trattamento? Perché il portafoglio delle grandi banche estere straniere, come Deutsche Bank, Bnp, Ing, Rbs e tutte le grandi angloamericane, è rimpinzato di questi titoli privati level 3, ad alto e concreto rischio di default, con questi titoli spazzatura che vengono tutelati maggiormente dei titoli Italiani?!


Ancora Una volta è chiaro come questo sistema marcio e corrotto produca una economia fasulla, capace di decidere le sorti di interi Paesi con meccanismi finanziari da galera, fuori da ogni regola a pieno favore dei grandi gruppi che controllano oggi il potere in Europa e nel Mondo.

03/11/11

parafulmine Italia



In tutta questo casino, qualcuno deve ancora farmi capire perché l'Italia dovrebbe essere messa peggio di Spagna Francia e probabilmente pure Germania.
Francia e Germania hanno le banche nella m...a poiché esposte per un 45-50% con la Grecia (l'Italia arriva al 4% circa).
Probabilmente, considerato lo scarso peso politico (in Italia non esiste una politica Nazionale, ma solo di interessi e di parte) risulta facile a nazioni come Francia, Germania, Spagna, ecc utilizzare l'Italia come parafulmine. Inoltre mi sembra ormai appurato che l'economia è entrata troppo e con troppa forza nelle stanze di comando, nella politica. Capisco che debbano essere percorsi paralleli si possano toccare, ma alo stato dei fatti è chiaro che è l'economia o meglio sono le banche a dettare la politica, basta vedere cosa impiegano, facendo circolare voci di crisi, vendendo titoli, mettere in ginocchio una qualsiasi struttura. Francamente sono state le banche ed i grandi gruppi finanziari a creare questa crisi, accentuandola con alchimie degne del miglior Merlino. Ora che hanno fatto il danno pressano i governi (colpevoli di aver estremizzato un concetto di liberalismo economico discriminante) affinché intervengano per sistemare i loro danni? La cosa più assurda è che i governi cedono sotto i ricatti delle banche (strette creditizie, blocco dei finanziamenti, azioni su borse e mercati in generale).Lo stato deve gestire la moneta (cosa che invece fanno le banche) quindi, sarà dura da digerire, ma serve mettere le banche sotto il controllo dello stato, serve che gli stati tornino a gestire la politica economica e monetaria in piena autonomia, è obbligatorio che le banche facciano le banche e smettano di eseguire operazioni che nulla hanno a che vedere con la struttura classica della banca. Banca e finanza devo essere scorporate, agire in modi diversi, con regole diverse e con legislazioni diverse (anche a livello di tassazione)
Forse è utopia questo pensiero, ma sinceramente mi pare utopia anche questo momento economici-politico, dove tutti vedono cosa non funziona, dove tutti sanno che la strada è sbagliata, ma paradossalmente nessuno vuole o può far nulla. Sarebbe importante fare un passo indietro per poter ripartire verso per una strada migliore, piuttosto che continuare ad impantanarsi fino al collo. Di questo passo.. se nulla verrà cambiato, le soluzioni sono ben poche..

12/09/11

CDS, BOND, DEBITO SOVRANO, SWAP, tanti termini un solo concetto.. FREGATI


Ci risiamo, si specula sulla testa del popolo, ora tocca all'Italia, così come successo con Grecia ed altri prima di loro, ora tocca a noi e presto alla Spagna.
Partiamo da un termine fortemente utilizzato in questi giorni: Lo spread.
Ci riferiamo in particolare allo spread tra titoli tedeschi e quelli italiani.
Lo spread è il differenziale tra la rendita percepita su un Bund tedesco e un BTP Italiano a maturazione di 10 anni
Per l’Economist ogni punto di percentuale di interesse sul debito italiano aumenta il nostro disavanzo di circa 12 milliardi di Euro annui.
Attenzione da questi semplici termini arriva la prima possibilità di fregatura: lo spread potrebbe non essere solo uno specchio della solidità del nostro debito ma anche la causa del suo gonfiarsi. Vi è infatti la possibilità che chiedendo rendite sempre più alte sui BTP si giunga ad un inasprimento della nostra posizione rispetto ai creditori e dunque ad un ulteriore innalzamento dei tassi e quindi dello spread. È proprio qui che nasce il timore di un attacco speculativo.
Torniamo indietro un passo abbiamo palato di bond, cosa sono:
Quando il governo è a corto di denaro, esso emetterà dei bond nella sua valuta locale o in valuta internazionale. Se le obbligazioni sono in valuta locale, sono chiamati titoli di Stato. Le persone sono interessate ad acquistare dei titoli di stato grazie alla loro elevata sicurezza e ai ritorni assicurati. Sono infatti uno strumento a reddito fisso. Gli obbligazionisti riceveranno poi sia la somma di denaro investita che un certo tasso di interesse. I titoli di Stato sono suddivisi in categorie in base alla durata dei titoli. La crisi dei debiti sovrani nasce perché il mercato chiede tassi sempre più alti per sottoscrivere i titoli di Stato dei paesi più indebitati. L'Italia rischia di più perché oltre ad avere il terzo debito più alto del mondo (1.900 miliardi) ha da anni la maglia nera per crescita in Europa. Nell'ultimo decennio il nostro Pil
Abbiamo quindi definito anche il concetto sempre più utilizzato di debito sovrano, ovvero:
debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato sotto forma di obbligazioni (quali, in Italia, BOT, BTP, CCT ecc...) destinate a coprire il disavanzo del fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato.
Ma storicamente cosa era il debito sovrano?
Con il termine debito sovrano si definiva giustamente il debito contratto dai regnanti dal Medioevo fino al XIX secolo. Il sovrano gestiva a suo piacimento il debito quando questo era arrivato a livelli di insostenibilità. Una delle pratiche più diffuse – svariate citazioni storiche le troviamo in tutti i classici del pensiero economico, a partire da Adam Smith – era quella di ritirare le monete d’oro o d’argento in circolazione e riconiarle, avendo cura di lasciare immutato il valore nominale mentre diminuiva il peso specifico in oro. In altri termini, i sovrani tagliavano il loro debito sottraendo valore d’uso alle monete che mantenevano il loro valore nominale. E i sudditi non avevano alternative: dovevano usare quelle monete che avevano subito una perdita di valore. Questo non vi riporta al signoreggio? Ovvero che realmente perde valore fino a non averne che viene impiegata con valore nominale elevatissimo.. signoraggio, ovvero il potere assoluto del sovrano sulla emissione e circolazione della moneta/denaro.
Che cosa ha a che vedere il termine attuale di debito sovrano con quello passato?
Ve lo dico io una solenne fregatura per chi produce realmente ricchezza, servizi, per chi lavora.
Vi segnalo ora un terzo termine fregatura il CDS o meglio credit default swap
Il credit default swap (CDS) è uno swap (per i CDS è un contratto di assicurazione che prevede il pagamento di un premio periodico in cambio di un pagamento di protezione nel caso di fallimento di un'azienda di riferimento. ) che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. È un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito. Il CDS viene spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. Tipicamente la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato (non regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata.
(Questa cosa ricorda tanto la crisi Usa dei derivati e tutto ciò che ne è scaturito)
Ma questa porcheria non è soltanto ammessa, ma viene gestita da un vero e proprio mercato di scambio (non riconosciuto ufficialmente) che prende il nome di over-the-counter caratterizzato dal non avere i requisiti riconosciuti ai mercati regolamentati. Sono mercati la cui negoziazione si svolge al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali. Pensate cosa possono fare degli abili avvoltoi speculatori sfruttando e gestendo questo mercato.
Il funzionamento è molto semplice, un acquirente di azioni (o qualsiasi altra cosa) si vuole assicurare sul risultato e stipula un contratto a due con un assicuratore. Questo finché le azioni vanno bene incassa dall'assicurato dei soldi in proporzione al valore di rischio (più sale il riscio più aumenterà l'assicurazione), se le azioni saltano (ovvero la società che le ha emesse fallisce) l'assicurato riceve un premio assicurativo stabilito dal contratto. Ricordate che questi titoli assicurativi sono scambiabili, da qui deriva il mercato sopra citato. Ora secondo voi se un azienda (o uno stato) va male.. le grandi assicurazioni (o grandi gruppi di interesse economico/politico) avranno vantaggio a che la situazione migliori o peggiori? Stando attenti a non far fallire la società o meglio nel nostro caso lo Stato che ha firmato quei contratti assicurativi, magri con interventi specifici delle banche centrali, ecc (visto che più ci si avvicina al punto di default più il premio assicurativo cresce, più la società incassa dall'assicurato, più il titolo rende e quindi acquisisce valore sul mercato CDS).
Rimane facile capire come ancora una volta tutto questo si scarichi sui cittadini che si trovano a doversi confrontare con manovre circensi per gestire imposizioni della UE, necessità dello stato, ecc.