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29/08/13

Un aiuto a banche e lobby dallo stato.. un rischio per noi

Tra mille falsi problemi, e tra l'indifferenza e la distrazione della gente  il sistema e le lobby stanno mettendo a segno un altro colpo..

Intanto lo stato tornerà a dare soldi alle banche.. Sì perché Da un lato le Banche a causa del loro modus operandi hanno creato questa crisi, poi per porvi rimedio hanno tagliato mutui e finanziamenti fermando di fatto interi settori economici. Ora dopo qualche hanno di stretta e di crisi bussano allo stato dicendo.. vuoi far ripartire i settori fermi, ok dammi dei soldi, ma come.. direte voi se gli aiuti di Stato non sono ammessi??!! balle li fanno e come, basterà semplicemente che le banche cedano allo stato i propri vecchi bhe vedrete che le banche ci riusciranno magari (come sembra già si stia no preparando a fare) prendendo i vecchi prestiti trasformandoli in prodotti finanziari vendendoli allo Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti.. Vi ricorda qualcosa questo passaggio..?! Se volete ve lo dico io , l'antitesi della crisi del 39 in Usa e in un certo modo l'attuale crisi.. Ragazzi stiamo attenti prima che mettano in atto questo gioco.. stiamo mooolto attenti e vigili.
E' ora di rivedere l'intero sistema bancario e dividere le banche in società di investimento che paghino anche le giuste tasse ( e non le solite baggianate) e banche con limiti in investimenti e rischi.. O si cambia o si muore!
Tutte queste operazioni avranno quindi come “scusante” il riavvio dei mercati, una forzatura bella e buona, una maschera che nasconde incredibili rischi e scorrettezze. In poche Parole il piano che pare venga messo a breve in funzione, come riportato anche su diversi quotidiani (riporto parte del testo de il Fatto Quotidiano) prevede una minima parte dello stanziamento "casa" attraverso il rifinanziamento di fondi già esistenti e la creazione di un nuovo fondo presso il ministero delle Infrastrutture, vengono destinati 200 milioni per rendere più sostenibili gli oneri del mutuo e dell’affitto. In dettaglio, 40 milioni vanno al Fondo per la sospensione per 18 mesi delle rate di mutuo; 60 milioni al Fondo di garanzia per i mutui a favore dei giovani (coppie, monogenitori, lavoratori atipici); 60 milioni al Fondo che eroga contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione e 40 milioni al Fondo di copertura della morosità incolpevole a favore cioè delle famiglie che non pagano l’affitto a causa di perdita del lavoro, messa in mobilità o in cig, chiusura dell’attività, malattia.

Infine il piano Lupi prevede la proroga di 3 anni per l’attuazione dei programmi di edilizia residenziale mantenendo l’imposta di registro ridotta all’1% al posto della misura ordinaria dell’8 per cento. C’è poi l’esclusione dall’obbligo di pagamento Imu dei fabbricati invenduti che vengono assimilati al trattamento Imu prima casa le case popolari e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.

10/06/13

Società di schiavi e disinteressati.

Società di schiavi e disinteressati.

In questo periodo di crisi la gente, le persone vanno ricercando cause e motivazioni, ma ancor peggio fanno i politici che propongono soluzioni incapaci di portare benefici miglioramenti poiché non agiscono sulla vera causa della crisi. L'euro e questa Europa. Sin dalla sua entrata in vigore l'euro a determinato una perdita di potere d'acquisto da parte delle famiglie, perché la lira è stata svenduta, perché nessuno a controllato e calmierato l'aumento che furbescamente molte aziende anno attuato in fase di trasformazione, perché l'euro è una moneta senza un valore reale, perché l'euro non appartiene agli stati ma ad aziende private. Nessuna busta paga è stata adeguata la gente non ha più la capacità di acquisto di prima e di conseguenza non può spendere. Quindi inutile spingere per aumentare la produzione se dall'altra parte non ci sono soldi per svuotare i magazzini.
La mia conclusione è questa, ovvero che tutto questo declino economico/sociale ha avuto inizio con L'Euro. Ci ha resi schiavi di un sistema che ha estromesso dalla centralità l'essere umano, la famiglia, il lavoro.. ci ha resi "schiavi". Viriamo in un momento di crisi, ma la crisi nasce proprio quando l'uomo è schiavo, ed oggi più che mai siamo una società di schiavi (schiavi dei mass media, delle banche della burocrazia, dei falsi miti..). La cosa assurda di tutto questo è che non vi sono sbarre, ne reti spinate, ne torri, ma tutto ci viene ovattato e reso indolore da una serie di meccanismi noti, ma la gente se ne disinteressa ricercando cause e motivi in altre direzioni, offuscati dalla nebbia della menziona,, dell'ignoranza e dalla paura di cambiare. Parafrasando Oriana Fallaci “Agli uomini non interessa né la verità, né la libertà, né la giustizia. Sono cose scomode e gli uomini si trovano comodi nella bugia e nella schiavitù e nell'ingiustizia. Ci si rotolano come maiali.”
sono sempre dell'idea che sia la gente ad avere in mano il proprio destino e che abbia i mezzi e la possibilità di riportare le giuste misure in questa società, ma la condizione è quella di ribellarsi a questo stato di schiavitù.

26/03/12

La marcia del banchiere Monti


Molte sono le marce rimaste famose nella storia e generalmente si trattava di marce  con uno scopo sociale mirato alla libertà, al miglioramento, ebbene nella nostra storia una marcia sarà ricordata, ma non certo per il suo scopo sociale e di benessere.
Si tratta della marcia inarrestabile del  banchiere Monti.
l'ultima turbata (grazie anche ad appropriate modifiche dialettiche) è inerente la modifica apportata ai costi relativi alle commissioni bancarie (sono state ripristinate). Le banche chiedono, Monti esegue. Insomma quando si tratta di colpire i deboli, pensionati, categorie inermi o generici contribuenti, i tecnici tagliano, tassano senza nessun ripensamento. Quando si tratta di banche, sindacati, politici, allora si deve essere cauti, si può mediare.. si può mettere tutto a spalle dei contribuenti. Lui ha un compito recuperare e racimolare quanti più soldi possibile è per dare un servizio completo a alla UE, alla banca centrale Europea ed ai grandi gruppi finanziari. Monti non sta risolvendo i problemi che hanno causato la crisi (nessuno lo dice, nessuno lo scrive ma è lampante), sta solo coprendo un buco senza smantellare le cause di questa situazione. Questo significa che ben presto torneremo punto e a capo.
Il dipendente Monti che occupa in modo improprio una carica, non solo non sta facendo il bene del nostro Paese, ma ancor peggio è appoggiato da una schiera di politicanti inetti che dopo aver contribuito negli ultimi decenni a smantellare il nostro Paese, dopo essersi dimostrati inetti ed incapaci, dopo aver dimostrato di non avere la personalità, la capacità e la preparazione di prendere determinate decisioni (altrimenti ci avrebbero rimesso dei voti e non solo) appoggiano esternamente delle scelte totalmente sbagliate.
Il nostro Paese non ha bisogno di tasse (ne ha già a livelli record) ma di tagli alla politica, alla spesa corrente, agli sprechi continui e costanti. Ha bisogno di regole e leggi che mettano i furbi alle strette e che tutelino i cittadini offrendo servizi reali (per i quali viene automatico pagare le tasse).

19/12/11

Le banche, sempre e solo loro







La crisi sempre di più nelle amni delle banche
Secondo voi alle banche conviene fare un mutuo alle aziende in crisi o spendere i loro soldi comprando titoli di stato che rendono l'8%? Indovinate un po?!
Ve lo dico perchè questo è quanto dicono le banche ai clienti che chiedono un finanziamento. Lo hanno detto in faccia ad un mio amico che ha chiesto per la sua azienda un prestito, "fino a settembre 2012 non facciamo più mutui agevolato, non ci conviene abbiamo più interesse a comprare titoli di stato visto che ci pagano l'8% sicuro invece di rischiare un 9% sulla sua ditta". LA stessa cosa ad un altro consocente per un mutuo prima casa.
Le aziende rappresentano un rischio maggiore, non danno le garanzie dello stato o meglio degli Italiani che hanno dei soldi (tanti)depositati nelle banche che sapendo questo agiscono di conseguenza. Ovvero comprano titoli di stato, anzi fanno aste al rialzo pretendendo interessi sempre maggiori con la garanzia che cmq saranno saldati vista la possibilità che lo stato ha di pescare nelle tasche degli Italani.
Queste sono le banche in crisi quelle che piangono miseria, che ricattano la povera gente e le micro imprese. Nessuno si azzarda, ha il coraggio di porre regole contro questi meccanismi, limitare lo strapotere vessatorio di questi istituti e società finanziarie.
Tante manovre fatte sule spalle degli Italiani, tante balle raccontate, sacrifici enormi pretesi dalla povera gente sempre e tutto a vantaggio di chi produce una ricchezza fittizia, su chi campa sui debiti degli altri.Anzi il paradosso è che ci obbligano ad aprire conti correnti, ad usare carte di credito, assegni.. portando alle banche ulteriori vantaggi...
Gente sveglia!

12/12/11

Evviva il default

Nell'ambito della finanza viene definita come situazione di default (in italiano insolvenza[1]) l'incapacità tecnica di un'emittente di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento del finanziamento. L'Italia è a rischio default quindi significa che rischia di non riuscire a pagare i propri debiti. Attenzione l'Italia non gli Italiani. L'Italia quella fratta dalle banche, dai gruppi finanziari, dagli interessi europei, ecc. Allora che venga questo default che questo sistema basato sul debito salti. Ben venga questo default piuttosto che ancora una volta siano le persone comuni, la gente che lavora le piccole e micro aziende a pagare i vizi e gli sperperi dei grandi gruppi finanziari. Questo sistema di potere ha generato e sfruttato una finanza distruttiva, è giuso che questo cada unitamente a questo falso bengodi. L'Italia non deve e non può essere capro espiatorio e parafulmine di un Europa che non esiste che ha regole economiche e commerciali diverse per ogni paese, che è unita solo in un unico intento, gestire la ricchezza altrui. Cadano questo sistema e questo governo di banchieri, estremo tentativo del potere finanziario di tutelarsi a danni di altri. Ben venga il default finanziario, un reset che permetterebbe alle nostre aziende di liberarsi da regole assurde di un sistema europeo che non esiste, che permetterebbe alle nostre aziende di lavorare come sempre hanno saputo fare, di far ripartire un economia stritolata da leggi e normative fatte a loro discapito. Il default è comunque iniziato, grazie anche alla nuova manovra (fatta dai luminari dell'economia Nazionale.. o forse dai rappresentanti degli interessi della finanza moderna?), il mercato in generale subirà un fortissimo rallentamento causato da un ulteriore impoverimento della gente ed un altissimo aumento dei costi e delle spese. Quindi perché tutelare una manovra che tenta solo di salvare le banche, per quale motivo deve accadere questo, perché dovrebbero pagare sempre ed ancora gli stessi? Saltino le banche Italiane ed europea, liberino questo sistema dal giogo della finanza dei debiti che limita la libertà di qualsiasi soggetto. Attenzione però insieme a questo default è necessario che noi tutti ci risvegliamo da un torpore politico e civile che torniamo a pensare con le nostre teste, ad essere più attivi e propositivi. fare un passo indietro non significa essere sconfitti, ma semplicemente rivedere una posizione, valutare un'alternativa e possibilmente percorrere una via migliore, più rapida e più sicura.

11/11/11

Eba, steruttura Europea, vantaggi per pochi


EBA segnatevi questo nome. Questa struttura è la mano lunga del potere finanziario in Europa. In un recente intervento l’Eba (autorità bancaria europea) ha previsto per gli istituti europei di innalzare dal 7% al 9% il Core Tire 1, ossia l’indice che misura la solidità patrimoniale delle banche, cela un pericolo sui debiti pubblici dei paesi periferici. Le nuove regole contabili previste dall’autorità presieduta dall’italiano Andrea Enria stabiliscono di valutare con il mark-to-market i titoli del debito pubblico. In altri termini, si dovranno contabilizzare anche le minusvalenze potenziali dei titoli statali, ma in questo modo si assottiglia il patrimonio e così le banche sono costrette dall’Eba a ricapitalizzarsi. Un invito indiretto, dicono i banchieri italiani, a vendere le obbligazioni pubbliche che i nostri istituti di credito hanno in percentuale maggiore rispetto agli istituti francesi e tedeschi. Sono Francia e Germania a scrivere le regole per le banche, Quelle nuove regole, indicate dall’Eba, sembrano fatte apposta per penalizzare le banche italiane, le quali non hanno avuto la responsabilità nei dissesti finanziari. È vero che le banche italiane presentano un livello di patrimonializzazione inferiore a certi paesi, ma questo è giustificato da un bilancio molto meno rischioso. Le banche di Francia e Germania hanno potuto compensare le perdite sui titoli di stato periferici con le plusvalenze potenziali sui loro titoli nazionali, (potenziali non reali) mentre le banche italiane sono esposte in misura massiccia al rischio Italia e hanno pochi bond esteri; una situazione opposta rispetto in particolare alle banche tedesche. (le nuove regole poi aumentano questo differenziale in quanto spingono a vendere). l’Eba per penalizzare ulteriormente l'Italia ha decido (in modo quasi beffardo) di non applicare lo stesso criterio di contabilizzazione con il mark to market agli investimenti fatti in titoli privati, (titoli level 3), tra i quali tanti titoli tossici come i subprime Usa, o titoli greci (tutti titoli che gonfiano le banche Francesi e Tedesche). Come mai questa assurda differenza di trattamento? Perché il portafoglio delle grandi banche estere straniere, come Deutsche Bank, Bnp, Ing, Rbs e tutte le grandi angloamericane, è rimpinzato di questi titoli privati level 3, ad alto e concreto rischio di default, con questi titoli spazzatura che vengono tutelati maggiormente dei titoli Italiani?!


Ancora Una volta è chiaro come questo sistema marcio e corrotto produca una economia fasulla, capace di decidere le sorti di interi Paesi con meccanismi finanziari da galera, fuori da ogni regola a pieno favore dei grandi gruppi che controllano oggi il potere in Europa e nel Mondo.

03/11/11

parafulmine Italia



In tutta questo casino, qualcuno deve ancora farmi capire perché l'Italia dovrebbe essere messa peggio di Spagna Francia e probabilmente pure Germania.
Francia e Germania hanno le banche nella m...a poiché esposte per un 45-50% con la Grecia (l'Italia arriva al 4% circa).
Probabilmente, considerato lo scarso peso politico (in Italia non esiste una politica Nazionale, ma solo di interessi e di parte) risulta facile a nazioni come Francia, Germania, Spagna, ecc utilizzare l'Italia come parafulmine. Inoltre mi sembra ormai appurato che l'economia è entrata troppo e con troppa forza nelle stanze di comando, nella politica. Capisco che debbano essere percorsi paralleli si possano toccare, ma alo stato dei fatti è chiaro che è l'economia o meglio sono le banche a dettare la politica, basta vedere cosa impiegano, facendo circolare voci di crisi, vendendo titoli, mettere in ginocchio una qualsiasi struttura. Francamente sono state le banche ed i grandi gruppi finanziari a creare questa crisi, accentuandola con alchimie degne del miglior Merlino. Ora che hanno fatto il danno pressano i governi (colpevoli di aver estremizzato un concetto di liberalismo economico discriminante) affinché intervengano per sistemare i loro danni? La cosa più assurda è che i governi cedono sotto i ricatti delle banche (strette creditizie, blocco dei finanziamenti, azioni su borse e mercati in generale).Lo stato deve gestire la moneta (cosa che invece fanno le banche) quindi, sarà dura da digerire, ma serve mettere le banche sotto il controllo dello stato, serve che gli stati tornino a gestire la politica economica e monetaria in piena autonomia, è obbligatorio che le banche facciano le banche e smettano di eseguire operazioni che nulla hanno a che vedere con la struttura classica della banca. Banca e finanza devo essere scorporate, agire in modi diversi, con regole diverse e con legislazioni diverse (anche a livello di tassazione)
Forse è utopia questo pensiero, ma sinceramente mi pare utopia anche questo momento economici-politico, dove tutti vedono cosa non funziona, dove tutti sanno che la strada è sbagliata, ma paradossalmente nessuno vuole o può far nulla. Sarebbe importante fare un passo indietro per poter ripartire verso per una strada migliore, piuttosto che continuare ad impantanarsi fino al collo. Di questo passo.. se nulla verrà cambiato, le soluzioni sono ben poche..

27/10/11

Le banche, hanno vinto ancora?


Ancora una volta i poteri forti anno vinto.. hanno messo in crisi il sistema per ricevere quanto ambivano.
Le banche hanno incrementato la crisi attuale (anche se hanno continuato ad introitare denaro, ma non quanto volevano), ponendo veti, tagliando fondi, finanziamenti e mandando in fallimento molte aziende. Hanno poi lanciato l'allarme ponendosi allo stesso momento come elemento risolutivo, ovviamente non utilizzando le proprie ricchezze, ma chiedendo fondi alla Comunità Europea, ponendo come alternativa lo sfascio totale del sistema stesso.

La maratona salva-Euro durata oltre dieci ore porta a casa, quasi all'alba, tutti i risultati ormai insperati. I leader dell'Euro zona hanno trovato un accordo su un pacchetto «completo» di misure anti-crisi che metterà in sicurezza le banche attraverso ricapitalizzazioni per 106 miliardi di euro, darà certezza ai Paesi a rischio con un fondo salva-Stati da oltre 1.000 miliardi e salverà la Grecia con nuovi aiuti per 130 miliardi, facendo pagare un prezzo maggiore alle banche esposte con Atene per ridurre il debito del Paese.

Riferimento particolare alla Banche
L'Europa ha deciso di ricapitalizzare quelle "sistemiche", già sottoposte agli stress test, cioè 90 in tutto. Significa trovare, entro giugno 2012, 106 miliardi di euro, e per quelle italiane 14,7 miliardi. Gli sforzi serviranno per portare il coefficiente patrimoniale al 9%. Per rifinanziarsi dovranno trovare prima capitali propri, anche attraverso ristrutturazioni e cartolarizzazioni, poi potranno chiedere l'intervento degli Stati e solo in ultima battuta può intervenire il fondo salva-Stati Efsf. Inoltre, quelle in fase di ricapitalizzazione non potranno distribuire dividendi nè bonus. E dovranno essere valutate «le esposizioni al debito sovrano dell'area euro, calcolate ai valori di mercato al 30 settembre 2011».

vi ricordate cosa scrissi poco tempo fa.. ricordate i dati delle banche italiane (7 mld di utile, alla faccia della crisi) che in questo periodo piangono mancati introiti e guadagni e sono terrorizzate dal rischio euro, quindi hanno bloccato tutto.

Che dire se non.. C.V.D. (come volevasi dimostrare)

12/09/11

CDS, BOND, DEBITO SOVRANO, SWAP, tanti termini un solo concetto.. FREGATI


Ci risiamo, si specula sulla testa del popolo, ora tocca all'Italia, così come successo con Grecia ed altri prima di loro, ora tocca a noi e presto alla Spagna.
Partiamo da un termine fortemente utilizzato in questi giorni: Lo spread.
Ci riferiamo in particolare allo spread tra titoli tedeschi e quelli italiani.
Lo spread è il differenziale tra la rendita percepita su un Bund tedesco e un BTP Italiano a maturazione di 10 anni
Per l’Economist ogni punto di percentuale di interesse sul debito italiano aumenta il nostro disavanzo di circa 12 milliardi di Euro annui.
Attenzione da questi semplici termini arriva la prima possibilità di fregatura: lo spread potrebbe non essere solo uno specchio della solidità del nostro debito ma anche la causa del suo gonfiarsi. Vi è infatti la possibilità che chiedendo rendite sempre più alte sui BTP si giunga ad un inasprimento della nostra posizione rispetto ai creditori e dunque ad un ulteriore innalzamento dei tassi e quindi dello spread. È proprio qui che nasce il timore di un attacco speculativo.
Torniamo indietro un passo abbiamo palato di bond, cosa sono:
Quando il governo è a corto di denaro, esso emetterà dei bond nella sua valuta locale o in valuta internazionale. Se le obbligazioni sono in valuta locale, sono chiamati titoli di Stato. Le persone sono interessate ad acquistare dei titoli di stato grazie alla loro elevata sicurezza e ai ritorni assicurati. Sono infatti uno strumento a reddito fisso. Gli obbligazionisti riceveranno poi sia la somma di denaro investita che un certo tasso di interesse. I titoli di Stato sono suddivisi in categorie in base alla durata dei titoli. La crisi dei debiti sovrani nasce perché il mercato chiede tassi sempre più alti per sottoscrivere i titoli di Stato dei paesi più indebitati. L'Italia rischia di più perché oltre ad avere il terzo debito più alto del mondo (1.900 miliardi) ha da anni la maglia nera per crescita in Europa. Nell'ultimo decennio il nostro Pil
Abbiamo quindi definito anche il concetto sempre più utilizzato di debito sovrano, ovvero:
debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato sotto forma di obbligazioni (quali, in Italia, BOT, BTP, CCT ecc...) destinate a coprire il disavanzo del fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato.
Ma storicamente cosa era il debito sovrano?
Con il termine debito sovrano si definiva giustamente il debito contratto dai regnanti dal Medioevo fino al XIX secolo. Il sovrano gestiva a suo piacimento il debito quando questo era arrivato a livelli di insostenibilità. Una delle pratiche più diffuse – svariate citazioni storiche le troviamo in tutti i classici del pensiero economico, a partire da Adam Smith – era quella di ritirare le monete d’oro o d’argento in circolazione e riconiarle, avendo cura di lasciare immutato il valore nominale mentre diminuiva il peso specifico in oro. In altri termini, i sovrani tagliavano il loro debito sottraendo valore d’uso alle monete che mantenevano il loro valore nominale. E i sudditi non avevano alternative: dovevano usare quelle monete che avevano subito una perdita di valore. Questo non vi riporta al signoreggio? Ovvero che realmente perde valore fino a non averne che viene impiegata con valore nominale elevatissimo.. signoraggio, ovvero il potere assoluto del sovrano sulla emissione e circolazione della moneta/denaro.
Che cosa ha a che vedere il termine attuale di debito sovrano con quello passato?
Ve lo dico io una solenne fregatura per chi produce realmente ricchezza, servizi, per chi lavora.
Vi segnalo ora un terzo termine fregatura il CDS o meglio credit default swap
Il credit default swap (CDS) è uno swap (per i CDS è un contratto di assicurazione che prevede il pagamento di un premio periodico in cambio di un pagamento di protezione nel caso di fallimento di un'azienda di riferimento. ) che ha la funzione di trasferire l'esposizione creditizia di prodotti a reddito fisso tra le parti. È il derivato creditizio più usato. È un accordo tra un acquirente ed un venditore per mezzo del quale il compratore paga un premio periodico a fronte di un pagamento da parte del venditore in occasione di un evento relativo ad un credito (come ad esempio il fallimento del debitore) cui il contratto è riferito. Il CDS viene spesso utilizzato con la funzione di polizza assicurativa o copertura per il sottoscrittore di un'obbligazione. Tipicamente la durata di un CDS è di cinque anni e sebbene sia un derivato scambiato sul mercato (non regolamentato) è possibile stabilire qualsiasi durata.
(Questa cosa ricorda tanto la crisi Usa dei derivati e tutto ciò che ne è scaturito)
Ma questa porcheria non è soltanto ammessa, ma viene gestita da un vero e proprio mercato di scambio (non riconosciuto ufficialmente) che prende il nome di over-the-counter caratterizzato dal non avere i requisiti riconosciuti ai mercati regolamentati. Sono mercati la cui negoziazione si svolge al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali. Pensate cosa possono fare degli abili avvoltoi speculatori sfruttando e gestendo questo mercato.
Il funzionamento è molto semplice, un acquirente di azioni (o qualsiasi altra cosa) si vuole assicurare sul risultato e stipula un contratto a due con un assicuratore. Questo finché le azioni vanno bene incassa dall'assicurato dei soldi in proporzione al valore di rischio (più sale il riscio più aumenterà l'assicurazione), se le azioni saltano (ovvero la società che le ha emesse fallisce) l'assicurato riceve un premio assicurativo stabilito dal contratto. Ricordate che questi titoli assicurativi sono scambiabili, da qui deriva il mercato sopra citato. Ora secondo voi se un azienda (o uno stato) va male.. le grandi assicurazioni (o grandi gruppi di interesse economico/politico) avranno vantaggio a che la situazione migliori o peggiori? Stando attenti a non far fallire la società o meglio nel nostro caso lo Stato che ha firmato quei contratti assicurativi, magri con interventi specifici delle banche centrali, ecc (visto che più ci si avvicina al punto di default più il premio assicurativo cresce, più la società incassa dall'assicurato, più il titolo rende e quindi acquisisce valore sul mercato CDS).
Rimane facile capire come ancora una volta tutto questo si scarichi sui cittadini che si trovano a doversi confrontare con manovre circensi per gestire imposizioni della UE, necessità dello stato, ecc.