19/01/12

Stato minimo

lo stato minimo. Qualcuno sicuramente sa di cosa si tratta per altri posso dire riprendendo wikipedia Si parla di stato minimo per sottolineare la caratteristica propria dello Stato liberale di porsi come unico obiettivo la tutela dei diritti fondamentali. Infatti, al contrario dello Stato sociale, quello liberale predilige il rispetto e la salvaguardia dell'iniziativa privata in opposizione ad ogni tentativo di dirigismo statale. Il compito fondamentale non è quello di perseguire forme di eguaglianza sostanziale, ma di limitarsi unicamente a quelle di eguaglianza formale. Ne consegue l'idea di un apparato "alleggerito", incentrato sulla tutela di pochi diritti essenziali ed in grado di lasciare la massima libertà all'iniziativa dei singoli. Lo Stato minimo dovrebbe, quindi, garantire i servizi relativi alla giustizia, al diritto e alla protezione. uno stato dovrebbe svolgere 1)garantire l'esercizio della proprietà; 2)assicurare il funzionamento del mercato. Sono queste le funzioni che configurano lo stato minimale. Coloro che sostengono lo stato minimale argomentano questa conclusione con due motivazioni una classica l'altra moderna. L'argomentazione classica è quella dei più convinti sostenitori delle virtù del mercato, il cui funzionamento appare loro scevro da inefficienza o da importanti imperfezioni. 
Sembra una forzatura ma oso riaffermare, facendo mie altre affermazioni,  che La stato minimo è moralmente legittimo che nessuno stato oltre a quello minimo (inteso come estensione di influenza) è moralmente giustificato, che qualsiasi stato più esteso dello stato minimo violerebbe (violerà) i diritti degli individui. Lo stato minimo ci tratta come individui inviolabili, che agli altri non è lecito usare in certi modi come mezzi, o arnesi o strumenti o risorse,; ci tratta come persone dotate di diritti individuali con la dignità che ciò comporta. Trattandoci con riguardo, rispettando i nostri diritti, ci permette, individualmente o con chi vogliamo, di scegliere la nostra vita e di realizzare le nostre aspirazioni e la concezione che abbiamo di noi stessi, tanto quanto possiamo, con l’aiuto della cooperazione volontaria di altri individui dotati della stessa dignità. Come potrebbe uno stato o un gruppo di persone osare fare di più ? O di meno ?
Certo questa sarebbe la perfezione, sappiamo bene che qui nulla è perfetto (perfettibile, quello sì), ma sicuramente uno stato snello che abbai come obbiettivi pochi ma essenziali e portanti elementi di un architettura basata sulla soggettività, sulla proprietà privata sui diritti  dell'individuo senza prevaricare ed andare oltre certe interpretazioni, meccanismi, influenze e costrizioni, che rendono lo stato lento, inefficiente,   costoso ed elemento di blocco alla crescita del sistema. All'evidenza dei fatti possiamo affermare che Più grande è il potere, più pericoloso è il suo abuso (i nostri politici  ed il nostro sistema insegnano).

11/01/12

INDIPENDENZA


Indipendenza! Deve essere il termine prevalente del nuovo anno. Indipendenza dalle grandi aziende, dal potere finanziario, dalle imposizione dei grandi gruppi, dalle scelte degli altri. Indipendente non significa isolarsi e rimanere soli, semplicemente decidere dei propri interessi (che in democrazia non devono ledere i diritti altrui) del proprio futuro, di come essere informato.
Per essere indipendenti cominciate dal piccolo, sembrerà una banalità ma fatevi un vostro orto se avete la fortuna/possibilità di farlo oppure fatelo con qualche amico. Imparate a gestire un prodotto una necessità. Sembra una piccolezza ma è la base per sviluppare una mentalità nuova.
Se non avete la possibilità dell'orto provate con altre  iniziative che vi stacchino anche se di poco dal sistema debitorio attuale. Allevate qualche animale, prendete dagli agricoltori e realizzate confetture, verdure sottaceto o in agro dolce, congelatele, ecc.
La cosa essenziale è riuscire a diventare autonomi anche marginalmente entrare in un meccanismo che ci dia poi la possibilità di valutare e confrontare razionalmente, indipendentemente dalle altrui dichiarazioni, pubblicità, affermazioni.
Ricordatevi che è dai piccoli passi che si inizia un cammino qualsiasi distanza questo posso avere, se non si comincia dall'inizio non si arriverà mai alla meta.
Dobbiamo imparare o meglio tornare ad essere capaci di decidere fuori dal coro, staccarci da un sistema che ci vuole guidare e saccheggiare contando sulla nostra innata capacità di seguire “le mode” .
Indipendenza significa riaffermare certi concetti che politicamente sono stati soverchiati, manomessi come la centralità della persona, la sovranità popolare, la proprietà privata ed altri ancora.
Essere indipendenti non vuol dire essere fuori da un sistema, ma semplicemente essere in un sistema che valorizza le eccellenze e permette di ottimizzare le risorse andando a coprire le esigenze con le migliori soluzioni al minor costo sfruttando e nel modo più rapido. Un sistema che garantisce la pluralità oltre che dell'individuo anche della produzione e dei prodotti che favorisce la commercializzazione minore in una rete infinita una sorta di peer to peer (p2p quello dello scambio di file) andando a demolire alla base un sistema definito in modo erroneo globalizzato che invece favorisce il controllo delle merci, dei costi, delle ricchezze e quindi delle nazioni da parte dei grandi investitori.

Indipendenza!!

21/12/11

Stato Anticostituzionale




Sembra un paradosso, ma più paradosso di quanto stiamo subendo non vi è.
Anticostituzionale significa che va contro ai princìpi della Costituzione dello Stato
Allora partiamo dall'articolo 1:

L’ Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti
dalla Costituzione
E' democratico uno stato che fa votare ai suoi cittadini un simbolo, ma non gli permettette di scegliere i propri rappresentanti direttamente?
Come può essere garantito il lavoro in uno Stato che tutela le banche e le finanziarie che a loro volta succhiano linfa vitale dal tessuto produttivo, distruggendo la ricchezza e basando la loro fortuna sui debiti degli altri.

Art. 2 Cost. – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili
dell’uomo...
Il diritto alla libertà non mi pare garantito in uno Stato che ti controlla tutto che vuole che giustifichi tutto, che pretende di controllare e gestire anche ciò che è proprietà privata. Attenzione questo verso la gente “comune” ben diverso il rapporto con i “potenti” di turno.
La garanzia dei diritti inviolabili non solo costituisce il limite invalicabile all’intervento dello Stato e dei pubblici poteri nella sfera dell’individuo, ma rappresenta anche la principale finalità della loro azione. Oggi come vi pare stiano andando le cose. Lo stato di voi sa tutto, pretende tutto e se vuole si prende tutto..

art. 4 Art. 4 Cost.– La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Andate a dirlo alle piccole aziende, agli artigiani ai lavoratori se questa norma è rispettata? Se realmente lo Stato Italiano promuove e sostiene lo sviluppo del lavoro.. sempre una presa per il sedere questo articolo sopratutto alla luce della recente manovra..
Molti altri sarebbero gli esempi, ma non voglio essere troppo pesante, quindi un solo piccolo ed ultimo esempio (ma non meno pesante), la legge che recita.. “la Legge è uguale per tutti”? Che ne pensate?
Allora mi chiedo perché dobbiamo continuare a subire, a farci controllare e schiacciare da un sistema sbagliato, scorretto che lede gli interessi e la sovranità del Popolo. L'Italia è un paese meraviglioso, purtroppo addormentato da decenni e decenni dalla politica degli interessi, dal falso sviluppo e benessere.
Questa non è una repubblica democratica, ma è un regime dittatoriale mirato a controllare e sfruttare le ricchezze, un controllo ancor peggiore dei peggiori regimi comunisti. Ogni soggetto ha dei diritti inviolabili anche da parte dello Stato (se parliamo di democrazia)

19/12/11

Le banche, sempre e solo loro







La crisi sempre di più nelle amni delle banche
Secondo voi alle banche conviene fare un mutuo alle aziende in crisi o spendere i loro soldi comprando titoli di stato che rendono l'8%? Indovinate un po?!
Ve lo dico perchè questo è quanto dicono le banche ai clienti che chiedono un finanziamento. Lo hanno detto in faccia ad un mio amico che ha chiesto per la sua azienda un prestito, "fino a settembre 2012 non facciamo più mutui agevolato, non ci conviene abbiamo più interesse a comprare titoli di stato visto che ci pagano l'8% sicuro invece di rischiare un 9% sulla sua ditta". LA stessa cosa ad un altro consocente per un mutuo prima casa.
Le aziende rappresentano un rischio maggiore, non danno le garanzie dello stato o meglio degli Italiani che hanno dei soldi (tanti)depositati nelle banche che sapendo questo agiscono di conseguenza. Ovvero comprano titoli di stato, anzi fanno aste al rialzo pretendendo interessi sempre maggiori con la garanzia che cmq saranno saldati vista la possibilità che lo stato ha di pescare nelle tasche degli Italani.
Queste sono le banche in crisi quelle che piangono miseria, che ricattano la povera gente e le micro imprese. Nessuno si azzarda, ha il coraggio di porre regole contro questi meccanismi, limitare lo strapotere vessatorio di questi istituti e società finanziarie.
Tante manovre fatte sule spalle degli Italiani, tante balle raccontate, sacrifici enormi pretesi dalla povera gente sempre e tutto a vantaggio di chi produce una ricchezza fittizia, su chi campa sui debiti degli altri.Anzi il paradosso è che ci obbligano ad aprire conti correnti, ad usare carte di credito, assegni.. portando alle banche ulteriori vantaggi...
Gente sveglia!