20/02/12

L' ordine è: demolire L'italia




Adriana Bolchini, analizza e spiega con lucidità e una discreta dose di cinismo, uno dei più gravi momenti storici che l’Italia sta vivendo in questo secolo.
Dalle spiegazioni  si capisce anche che questo è il preludio a situazioni ben più gravi, dietro le quali si intravvedono dei disegni, il cui contorno però non è ancora ben delimitato.
Una prospettiva molto inquietante, ma allo stesso modo un disegno che è chiaro fin dalle origine di questa Europa. Ovvero controllare e sfruttare ricchezze ed economie dei vari paesi.
Siamo ancora in tempo..... usciamo da questa Europa non di popoli ma di interessi provati.











13/02/12

DORMIENTI O RIVOLUZIONARI..


LA DIFFERENZA FA LA STORIA...

 
A tripoli si spara ancora, ma nessuno lo dice, i giornali taccion,o ma si spara e si combatte ancora per strada. La situazione non è certo tranquilla ne è prova la comunicazione che l'ambasciata Italiana ha inviato a tutti gli italiani che sono in Libia (stare in casa, non uscire, tenere il cellulare carico e comunicare la propria posizione e stato di salute all'Ambasciata). Si spara e si combatte , ma non per la stampa ed i madia italiani ed europei, per loro la guerra è finita con la morte di Gheddafi. Si è passati dal continuo bombardamento di notizie al nulla, sì perché ora fa notizia la nave della Costa Crociere, è quella che fa audience. Intanto la gente si dimentica di tutto, come un esule nel deserto si fa confondere dai miraggi dalla tv. Caduto Berlusconi ecco il prode Monti che ha già sistemato tutto. Ma siete convinti sia così? A parer mio monti altri non è che un abile sarto che ha rattoppato una vecchia coperta riuscendo a coprire i problemi. Coprire, perché non sono certo state risolte le cause che li hanno determinati. Non sono state prese misure contro speculatori e speculazioni o dalla parte opposte non sono state fatte vere e proprie liberalizzazioni. Le manovre poste dal Governo monti servono solo a pagare dei vuoti di casa dettati da un sistema colabrodo ed inefficiente, ma non fanno nulla per modificarlo, cambiarlo veramente. I problemi così facendo torneranno ancora più pesanti. Vedete la Grecia, è sotto scacco della Germania che per paura di veder cadere le sue banche principali (fortemente invischiate e coinvolte nel debito della Grecia) e veder minata la sua leadership più politica che economica, mette sotto scacco non solo la povera Grecia, ma tutte l' Europa.
Siamo quindi in una situazione assurda tutto fa notizia finché fa comodo, finché mantiene la mente della gente lontana dai problemi veri, finché non la fa ragionare. Ormai la nostra società è come un automa vive degli input della moda, del trend, delle prime notizie, non riesce più a sviluppare un proprio pensiero un proprio parere, quanti di voi sono e saranno convinti che in Libia tutto ormai è risolto, che l'Italia con Monti a risolto i suoi problemi (e su questo anche i partiti gongolano, fanno fare il lavoro sporco e poi tornano alla carica tanto nessuno di voi se lo ricorderà). tutto è un susseguirsi di non otizie, di ovvietà e ripetizioni dipiente con toni diversi, ma la sostanza non cambia.
Prima o poi qualcuno dovrà tornare a chiedersi il perché di tante cose e sopratutto cercare una propria risposta/verità, solo allora potremmo pensare di risolvere veramente i nostri problemi. Diversamente più passa il tempo più il risveglio porterà a reazioni forti, dannose per tutti. La storia insegna che per grandi cambiamenti sono servite grandi rivoluzioni.

19/01/12

Stato minimo

lo stato minimo. Qualcuno sicuramente sa di cosa si tratta per altri posso dire riprendendo wikipedia Si parla di stato minimo per sottolineare la caratteristica propria dello Stato liberale di porsi come unico obiettivo la tutela dei diritti fondamentali. Infatti, al contrario dello Stato sociale, quello liberale predilige il rispetto e la salvaguardia dell'iniziativa privata in opposizione ad ogni tentativo di dirigismo statale. Il compito fondamentale non è quello di perseguire forme di eguaglianza sostanziale, ma di limitarsi unicamente a quelle di eguaglianza formale. Ne consegue l'idea di un apparato "alleggerito", incentrato sulla tutela di pochi diritti essenziali ed in grado di lasciare la massima libertà all'iniziativa dei singoli. Lo Stato minimo dovrebbe, quindi, garantire i servizi relativi alla giustizia, al diritto e alla protezione. uno stato dovrebbe svolgere 1)garantire l'esercizio della proprietà; 2)assicurare il funzionamento del mercato. Sono queste le funzioni che configurano lo stato minimale. Coloro che sostengono lo stato minimale argomentano questa conclusione con due motivazioni una classica l'altra moderna. L'argomentazione classica è quella dei più convinti sostenitori delle virtù del mercato, il cui funzionamento appare loro scevro da inefficienza o da importanti imperfezioni. 
Sembra una forzatura ma oso riaffermare, facendo mie altre affermazioni,  che La stato minimo è moralmente legittimo che nessuno stato oltre a quello minimo (inteso come estensione di influenza) è moralmente giustificato, che qualsiasi stato più esteso dello stato minimo violerebbe (violerà) i diritti degli individui. Lo stato minimo ci tratta come individui inviolabili, che agli altri non è lecito usare in certi modi come mezzi, o arnesi o strumenti o risorse,; ci tratta come persone dotate di diritti individuali con la dignità che ciò comporta. Trattandoci con riguardo, rispettando i nostri diritti, ci permette, individualmente o con chi vogliamo, di scegliere la nostra vita e di realizzare le nostre aspirazioni e la concezione che abbiamo di noi stessi, tanto quanto possiamo, con l’aiuto della cooperazione volontaria di altri individui dotati della stessa dignità. Come potrebbe uno stato o un gruppo di persone osare fare di più ? O di meno ?
Certo questa sarebbe la perfezione, sappiamo bene che qui nulla è perfetto (perfettibile, quello sì), ma sicuramente uno stato snello che abbai come obbiettivi pochi ma essenziali e portanti elementi di un architettura basata sulla soggettività, sulla proprietà privata sui diritti  dell'individuo senza prevaricare ed andare oltre certe interpretazioni, meccanismi, influenze e costrizioni, che rendono lo stato lento, inefficiente,   costoso ed elemento di blocco alla crescita del sistema. All'evidenza dei fatti possiamo affermare che Più grande è il potere, più pericoloso è il suo abuso (i nostri politici  ed il nostro sistema insegnano).

11/01/12

INDIPENDENZA


Indipendenza! Deve essere il termine prevalente del nuovo anno. Indipendenza dalle grandi aziende, dal potere finanziario, dalle imposizione dei grandi gruppi, dalle scelte degli altri. Indipendente non significa isolarsi e rimanere soli, semplicemente decidere dei propri interessi (che in democrazia non devono ledere i diritti altrui) del proprio futuro, di come essere informato.
Per essere indipendenti cominciate dal piccolo, sembrerà una banalità ma fatevi un vostro orto se avete la fortuna/possibilità di farlo oppure fatelo con qualche amico. Imparate a gestire un prodotto una necessità. Sembra una piccolezza ma è la base per sviluppare una mentalità nuova.
Se non avete la possibilità dell'orto provate con altre  iniziative che vi stacchino anche se di poco dal sistema debitorio attuale. Allevate qualche animale, prendete dagli agricoltori e realizzate confetture, verdure sottaceto o in agro dolce, congelatele, ecc.
La cosa essenziale è riuscire a diventare autonomi anche marginalmente entrare in un meccanismo che ci dia poi la possibilità di valutare e confrontare razionalmente, indipendentemente dalle altrui dichiarazioni, pubblicità, affermazioni.
Ricordatevi che è dai piccoli passi che si inizia un cammino qualsiasi distanza questo posso avere, se non si comincia dall'inizio non si arriverà mai alla meta.
Dobbiamo imparare o meglio tornare ad essere capaci di decidere fuori dal coro, staccarci da un sistema che ci vuole guidare e saccheggiare contando sulla nostra innata capacità di seguire “le mode” .
Indipendenza significa riaffermare certi concetti che politicamente sono stati soverchiati, manomessi come la centralità della persona, la sovranità popolare, la proprietà privata ed altri ancora.
Essere indipendenti non vuol dire essere fuori da un sistema, ma semplicemente essere in un sistema che valorizza le eccellenze e permette di ottimizzare le risorse andando a coprire le esigenze con le migliori soluzioni al minor costo sfruttando e nel modo più rapido. Un sistema che garantisce la pluralità oltre che dell'individuo anche della produzione e dei prodotti che favorisce la commercializzazione minore in una rete infinita una sorta di peer to peer (p2p quello dello scambio di file) andando a demolire alla base un sistema definito in modo erroneo globalizzato che invece favorisce il controllo delle merci, dei costi, delle ricchezze e quindi delle nazioni da parte dei grandi investitori.

Indipendenza!!